I CIASSETTI DEL CARNEVAL (CHI LA FA L’ASPETTA)

Sabato 28 gennaio ore 21.00.

Compagnia Teatro Veneto Città di Este

Si parte con uno scherzo.
Si continua con un imprevisto.
Si condisce con scambi ed equivoci.
Si mescola con (alcune) buone intenzioni.

Questo è l’inizio dei “ciassetti” (scherzi divertenti, per coloro che non navigano sicuri nelle acque veneziane). Lissandro gioca uno scherzo all’amico Gasparo. Uno scherzo che quasi non riesce. Gasparo, scoperto il “ciassetto” si vendica dell’amico, giocandogliene a sua volta un altro. Tra uno e l’altro ballano al ritmo allegro del carnevale di Venezia un incontro per far innamorare due giovani e altri ciassetti dentro altri ciassetti ancora.

Carlo Goldoni scrive “Chi la fa l’aspetta” (riassunto del titolo chilometrico) a Parigi, dove vive già da tre anni, come un melanconico omaggio alla amata patria lontana. La parte migliore di questa opera matura? Il dialogo. Scintillante di arguzia, giocosamente caldo e pittoresco come la vita nella Venezia ormai estinta. La fine è naturalmente a sorpresa.

 

“Il violino di Auschwitz” in sala civica per la Giornata della Memoria

3 Febbraio 2012. Ore 21.00.


Barabàn
Il Violino di Auschwitz

Musiche e immagini per non dimenticare.

Sala Civica “XI Aprile 1848″
Castelnuovo del Garda
Via Castello, 19

Come negli ultimi otto anni, in occasione della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo, l’Amministrazione di Castelnuovo del Garda propone una serata di spettacolo e riflessione. Venerdì 3 febbraio alle 21, nella sala civica XI Aprile 1848, il gruppo Barabàn presenta Il Violino di Auschwitz, spettacolo dedicato all’Olocausto.

Come spiega l’assessore alla Cultura, Ilaria Tomezzoli: «Sulle locandine che accompagnano l’iniziativa quest’anno abbiamo voluto mettere in evidenza una testimonianza di Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, di nazionalità italiana. È uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau, una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spietata macchina di sterminio nazista. Accolta con vivo interesse in tutto il mondo per la sua straordinaria unicità, questa testimonianza è l’antidoto a ogni follia negazionista. Il lucido e onesto racconto di quest’uomo oggi ottantatreenne è la forma più nobile di omaggio alle vittime del genocidio».

Al centro della serata canti sulla Shoah, con melodie e danze della tradizione yiddish, canzoni antirazziste e contro la guerra (da Auschwitz di Guccini a La guerra di Piero di De André, da Yellow triangle di Christy Moore ad Asma Asmaton musicata da Miki Theodorakis), accompagnata da filmati d’epoca e video-testimonianze di ex-deportati.
Fra i più rappresentativi della scena folk italiana, apprezzato in Europa e in America, il gruppo Barabàn ha sviluppato un percorso che rivisita la tradizione musicale del Nord Italia con linguaggio e sensibilità contemporanei.
Fondato a Milano nel 1982 da alcuni tra i più attivi ricercatori e musicisti italiani, l’ensemble mescola melodie, lingue, ritmi e sonorità dell’Italia settentrionale, strumenti popolari e moderni, polifonie della pianura padana, liriche contemporanee, canti arcaici dell’Appennino, musiche swing e dal sapore yiddish.

 

 

 

FAVOLE AL (VIDEO)TELEFONO

Martedì 31 gennaio ore 10.00.

Favole al (video)telefono - La Piccionaia I Carrara

Due genitori girano l’Europa per lavoro e mandano ai figli ogni sera una piccola favola usando la webcam del computer. Sono favole brevi, per non spendere troppo in connessione, in cui i narratori si aiutano con piccoli oggetti, cartoline, biscotti e fiori, souvenir dei diversi luoghi che stanno visitando.

Attraverso queste piccole favole si snoda un rapporto delicato e fragile, in cui la distanza amplifica la necessità di scambiarsi esperienza ed affetto. Il progetto si ispira ad una celebre raccolta dello scrittore italiano per ragazzi Gianni Rodari, costruendo un delicato mosaico disegnato secondo la grammatica della fantasia.Si tratta anche di una occasione per fare esperienza di come le nuove tecnologie possono sottrarsi al “culto” degli iniziati, per funzionare semplicemente da strumenti per mettere in comune emozioni. La musica, le immagini costruite sotto gli occhi degli spettatori trasformando semplici oggetti di uso quotidiano in mondi fantastici, il gioco comico degli attori, le gag involontarie degli adulti che cercano di parlare con i ragazzi, la scoperta di territori comuni da abitare insieme, sono le tematiche di questo percorso scritto insieme con i ragazzi di una scuola vicentina. Età consigliata: 5 – 10 anni.

Drammaturgia e regia di Carlo Presotto e Titino Carrara
Con Carlo Presotto e Paola Rossi
Tele Racconto di Giacomo Verde
Tecnici Pietro Zordan e Luciano Lora

CAVALLI E CISCO RINFRESCANO LA MEMORIA. “ANDREOTTI NON É STATO ASSOLTO”

Sabato 4 febbraio ore 21.00.

Giulio Cavalli ne "L'innocenza di Giulio"

Speravamo bastasse esercitarla, la memoria, perché non ci scippassero la Storia. Oggi ci tocca smentirla. Giulio Andreotti è stato al centro della scena politica italiana per tutta la seconda metà del XX secolo. Sempre presente nell’Assemblea costituente e poi nel Parlamento dal 1948; la storia umana di Giulio Andreotti si lega alla storia della politica italiana. Oggi Andreotti è l’icona di un “martirio giudiziario” con oscuri fini politici che ce lo raccontano assolto. Nella sentenza si legge: «Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione». Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione), Andreotti avrebbe potuto essere condannato in base all’articolo 416. La storia, comunque, dice che Andreotti si è seduto al tavolo della Mafia. E come, dove, con chi e “presumibilmente perché”, va raccontato.

 

di Giulio Cavalli
con la collaborazione di Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli
Regia di Renato Sarti
Musiche originali di Stefano “Cisco” Bellotti

STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNÓ A VOLARE

Domenica 22 gennaio ore 16.30.

La Piccionaia

Questa fortunata produzione è diventata lo spettacolo più rappresentato nella lunga storia del Teatro Ragazzi della Piccionaia, alla soglia delle 400 repliche. Ha incontrato nel suo lungo percorso piccoli spettatori e pubblico di famiglie, ha partecipato alle principali rassegne nazionali, ha vinto il 1° premio della giuria dei bambini “L’uccellino azzurro” a Molfetta nel 1999, nell’ambito del Festival “Ti fiabo e ti racconto”, confermandosi come uno tra gli spettacoli più richiesti ed applauditi.

Per questa nuova stagione di programmazione l’interpretazione è affidata al suo attore storico, Carlo Presotto, affiancato da due giovani attori che provengono dalla scuola di teatro di Ossidiana di Vicenza, che daranno freschezza e nuova vitalità a questa famosa storia.

Liberamente tratta dal celebre racconto di Luis Sepùlveda, questa messinscena ne rievoca l’atmosfera, affrontando con la stessa levità, la stessa ironia i temi cari allo scrittore cileno. Sul palcoscenico si snoda l’avventura di personaggi ormai familiari: la gabbiana Kengah, il burbero Zorba, il saccente Diderot, e poi Fortunata, il dispettoso Mattia e i perfidi topi.

A tratti, però, l’io narrante diviene l’occhio di una telecamera a circuito chiuso, che giocando con piccoli oggetti comuni, inventa personaggi e situazioni su un grande schermo che campeggia, sghembo, sul fondo della scena.

La televisione si fa elemento attivo della storia, grazie all’abilità degli interpreti, che con questa interagiscono; si modifica il rapporto con il reale e si perde la coincidenza tra l’essere e l’apparire, a sottolineare che ogni cosa può essere “diversa”. A saperli ben guardare, una penna d’oca può diventare un gabbiano, una goccia d’inchiostro un mare di petrolio, un gomitolo di lana un gatto curioso…

 

La Piccionaia – I Carrara
STORIA DI UNA GABBIANELLA
E DEL GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE
Di Luis Sepùlveda, Carlo Presotto, Titino Carrara

Regia Titino Carrara
Con Carlo Presotto, Giorgia Antonelli, Matteo Balbo
Tele-racconto Giacomo Verde

“LA LETTERA” ESILARANTE DI PAOLO NANI PER IL PUBBLICO DEL DIM

Sabato 14 gennaio ore 21.00.

Paolo Nani ne "La lettera"

Da 18 anni questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo. L’hanno visto in Groenlandia e in Giappone, in Argentina e in Spagna, in Norvegia e in Italia… oltre 800 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista.

Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro-storie, tutte contenenti la medesima trama, ma interpretate ogni volta in modo diverso. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? La risposta sta nell’incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.

Il tema de La Lettera è molto semplice: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, chissà perché, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, la affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro, controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia si ripete 15 volte in altrettante varianti come: all’indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, ecc. La Lettera è uno studio sullo stile, sulla sorpresa e sul ritmo, portati all’estremo della precisione ed efficacia comica, nella costante evoluzione dello spettacolo. Una breve storia ripetuta 99 volte in altrettanti stili letterari.

 

1° Premio United Slapstick – The European Comedy Award, Frankfurt a.m.
1° Premio Roner SurPris 2005 – Carambolage, Bolzano

Ideazione: Nullo Facchini e Paolo Nani
Regia: Nullo Facchini

IL TESORO DEI PIRATI

Martedì 17 gennaio ore 10.00.

Il tesoro dei pirati - Teatro Pirata

Qual è il tesoro dei pirati? L’Oro, l’argento, i gioielli, le perle, le leggende, i miti, le imprese più o meno titaniche dei padroni del mare, uomini senza paura alla continua ricerca della ricchezza e della libertà. Nelle vecchie casse dei burattini non poteva mancare il personaggio del “pirata” per tutto ciò che esso evoca: la mitologia del mare e le leggende delle gesta di questi uomini così conosciuti ma contemporaneamente così misteriosi.

Il mistero stimola la fantasia anche se circondati da luoghi comuni. Ed il mistero del tesoro è quello più forte. Ma intorno alla natura di questo tesoro il mistero s’infittisce e si diffonde il dubbio se aldilà del baule pieno di preziosi che brillano come è rappresentato nell’immaginario collettivo, non ci sia un tesoro ancora più grande: quello della solidarietà, dell’amicizia, del desiderio di spezzare le catene e quindi del mito della libertà, che nella comunità dei pirati costituiscono valori assoluti.

Con l’ironia propria dei burattini viene raccontata una tipica storia piratesca incentrata intorno alle imprese di due pirati protagonisti di curiose avventure e inaspettati colpi di scena. Lo spettacolo, di grande impatto visivo, si avvale di musiche originali e dello stile inconfondibile della scenografa Marina Montelli.

Ideazione e regia: Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni, Diego Pasquinelli
Tecnica utilizzata: Teatro di figura (pupazzi-burattini)
Scenografie: Marina Montelli
Musiche: Originali

UN NATALE DI RISATE E POESIA CON IL CIRCO DEI BACCALÁ CLOWN

Domenica 25 dicembre ore 21.00.

Il duo clownesco Baccalà

I Baccalà Clown nascono dall’incontro di Simone Fassari e Camilla Pessi. Dopo aver frequentato la Scuola Teatro Dimitri in svizzera ed aver fatto diverse esperienze in vari circhi internazionali creano nel 2004 il duo clownesco Baccalà. Insieme perfezionano le caratteristiche e le tecniche dei loro personaggi fino a creare i loro 4 numeri. Da quel momento si susseguono spettacoli in diversi circhi, varietè e festival di tutto il mondo. Dal Brasile all’Africa, Turchia, Russia, Germania, Francia, Belgio, Cina, Guadalupe, Egitto.

Nel 2010 il lavoro di Baccalà approda a “PSS PSS” con la regia di Louis Spagna. Intrecciando poesia e una tecnica di “micro-acrobatica“, i Baccalà vi portano in un vortice di situazioni clownesche ed ingenuamente esilaranti. Poetico, surreale, intimista, PSS PSS è uno spettacolo per sognatori, piccoli e adulti mai cresciuti, un teatro dell’anima dove perdersi per ritrovare la fantasia e il gioco.

La compagnia ha attraversato il mondo con questa storia teneramente affascinante, una performance senza tempo, fuori dal tempo, che presenta dei clowns contemporanei ai quali tutto è permesso: le acrobazie più mozzafiato o semplicemente il guardare, una mela in mano, senza una parola, senza un gesto.

 

Premio di bronzo al Festival di circo di Mosca 2008; 
premio del Cirque du Soleil al 30° Festival Du Cirque de Demain a Parigi; 
premio di Bronzo al Festival di Wuqiau 2009 in Cina.

Con: Camilla Pessi e Simone Fassari
Regia: Louis Spagna

HANSEL E GRETEL

Lunedì 12 dicembre ore 10.00.

Hansel e Gretel - Teatro dei Vaganti

Hânsel e Gretel è certamente una delle fiabe più conosciute dei fratelli Grimm. Nella riduzione teatrale della fiaba e nel desiderio di proporla ad un pubblico bambino (e non solo ai fanciulli) abbiamo operato all’interno della tradizione. Ricercavamo quell’atmosfera d’incanto che ricordiamo o che vogliamo ricordare quando, anche a noi bambini, raccontavano delle fiabe. Quell’incanto l’avremmo voluto ricreare non attraverso una semplice narrazione ma con lo strumento della rappresentazione. Troverete un grande oggetto al centro della scena del nostro spettacolo. In alcuni momenti sarà lui il protagonista: una costruzione, una grande casa, che può girare su se stessa e che all’occorrenza mostra le sue stanze o momenti del racconto: un paese, la casa dei genitori, il bosco, la casa di Marzapane e la casa ferita per la mancanza dei piccoli, oppure in festa per il loro fortunato ritorno. Potremmo paragonare la costruzione ad un grande, magico libro. Un libro che potremmo abitare e che si apre per raccontarsi.

Con Mariella Soggia e Giovanni Signori
Oggetto di scena di Gino Copelli
Pupazzi di Giovanni Signori
Testo e Regia di Giovanni Signori

HANSEL E GRETEL

Domenica 11 dicembre ore 16.30.

Teatro dei vaganti - Hansel e Gretel

Hânsel e Gretel è  lo spettacolo più rappresentato in assoluto dalla Compagnia Teatro dei vaganti con più di 500 repliche in Italia e all’estero. Lo spettacolo è rimasto in cartellone per 90 giorni al teatro Théâtre Rive Gauche di Parigi.

Hânsel e Gretel é certamente una delle fiabe più conosciute dei fratelli Grimm. Nella riduzione teatrale della fiaba e nel desiderio di proporla ad un pubblico bambino e non solo ai fanciulli abbiamo operato all’interno della tradizione. Ricercavamo quell’atmosfera d’incanto che ricordiamo o che vogliamo ricordare quando, anche a noi bambini, ci raccontavano delle fiabe. Quell’incanto l’avremmo voluto ricreare non attraverso una semplice narrazione ma con lo strumento della rappresentazione. Troverete un grande oggetto al centro della scena del nostro spettacolo. In alcuni momenti sarà lui il protagonista: una costruzione, una grande casa, che può girare su se stessa e che all’occorrenza mostra le sue stanze o momenti del racconto: un paese, la casa dei genitori, il bosco, la casa di Marzapane e la casa ferita per la mancanza dei piccoli oppure in festa per il loro fortunato ritorno. Potremmo paragonare la costruzione ad un grande, magico libro. Un libro che potremmo abitare e che si apre per raccontarsi.

 

HÂNSEL E GRETEL
con Mariella Soggia e Giovanni Signori
Oggetto di scena di Gino Copelli
Pupazzi di Giovanni Signori
Testo e Regia di Giovanni Signori