BEN HUR UNA STORIA DI ORDINARIA PERIFERIA

Sabato 7 dicembre ore 21.00

Sergio è uno squattrinato uomo di mezza età, ex stuntman di successo, costretto a fare il centurione davanti all’Arena per sbarcare il lunario. Nel frattempo Maria, la sorella separata con cui vive per dividere l’affitto, impiegata in una chat line erotica, perde il lavoro. Una vita destinata ad una lenta, inesorabile deriva. L’arrivo di Milan, clandestino bielorusso dall’accentuato istinto imprenditoriale, improvvisamente rivitalizza la precaria economia domestica e dà nuovo slancio alla coppia in crisi. Almeno così sembra…
Una commedia che, pur se in maniera molto divertente, si misura con la scottante attualità dell’immigrazione. Un confronto di vissuti sideralmente lontani, di personalità opposte, di tre diverse forme di solitudine, destinato a un finale sorprendente. In Ben Hur si vede una situazione capovolta, in cui l’italiano non è più immigrato sfruttato e schiavo, come Ben Hur, bensì padrone sfruttatore di altri immigrati.

durata: 105′

IL FAMOSO CANTO DI NATALE

Domenica 15 dicembre ore 16.30.

RACCONTATO DAGLI ORFANELLI DEL PIO OSPIZIO DI MARSHALSEA
A introdurre la storia sono due orfanelli – un po’ cresciuti – del pio Ospizio di Marshalsea, divenuti contastorie e perennemente alla ricerca di qualcosa da cacciare nello stomaco. Forse sono proprio loro i poveracci che tanto infastidivano con i loro lazzi l’avaro Scrooge. Sono loro i testimoni della sua straordinaria trasformazione.
E’ qui che si racconta di Scrooge, del suo incontro con il fantasma di Marley, con i tre spiriti del Natale passato, presente e futuro, e del suo pentimento. La narrazione è sostenuta da una ricca e coinvolgente partitura sonora e musicale eseguita dal vivo con oggetti insoliti e piccoli strumenti.
Scrooge/orfanello contastorie, trascinato dalla musica incantatrice, si lancia nella realizzazione di un piccolo straordinario presepe naif realizzato con peluche, animali delle più diverse specie e poi stelle e lucine cangianti, in un tempo di grande emozione e coinvolgimento, che davvero tocca il cuore di tutti gli spettatori, grandi e piccoli, proprio come accade leggendo il racconto di Dickens.

TÊTE À TÊTE

Sabato 23 novembre ore 21.00.

Tête à tête è uno spettacolo che nasce dalla volontà di accostarsi ai linguaggi del teatro gestuale e del nouveau cirque. Il risultato è una sorta di gioco di specchi, una dinamica di scatole cinesi; una storia piccola piccola e delicata, dentro una struttura scenografica dai volumi trasformabili, dentro uno spazio scenico percorso e vissuto in ogni sua dimensione, dentro una efficace e programmatica teatralizzazione delle tecniche circensi, dentro, infine, un divertente e ben costruito continuo gioco comico con gli oggetti più disparati. Proprio la compenetrazione tra corpi e solidi, l’uso dello spazio scenico in ogni sua declinazione, costituiscono infatti l’ossatura ed insieme l’originalità ed il risultato delle scelte di sperimentazione e di ricerca di questa rappresentazione. Giocoleria, acrobazia, mimo, clownerie e recitazione classica si incontrano portando ad una fertile integrazione tra discipline diverse. Lo sviluppo tematico dello spettacolo segue l’intimo e quotidiano tête à tête tra tre giovani amici che si trovano a doversi confrontare con i motivi e con le paure comuni a tutti gli esseri viventi; la difficoltà di affrontare il mondo esterno simboleggiato da una piccola radio che invia messaggi spesso catastrofici destinati ai soli protagonisti e da una porta che gli interpreti faticano ad aprire, la paura di confrontarsi con il mondo del lavoro, il disagio di una casa a volte troppo piccola, anche se l’appartamentino di «un metro per un metro» diventa «spaziosissimo» per la logica gioiosa e surreale dei protagonisti. Il poetico gioco comico continua sino alla fine, quando gli interpreti escono di scena come tre buffe apparizioni, quasi a voler sottolineare che il clown continua ad essere tale anche al di fuori della finzione scenica.

durata: 60′

LA BELLA FIORDALISO E LA STREGA TIROVINA

Domenica 24 novembre ore 16.30.

La strega Tirovina è ormai vecchia e i suoi incantesimi malvagi non funzionano più, si rende conto di non saper stare al passo con il tempo che vive di tecnologie in continua evoluzione e di prodotti genuini, biologici, certificati. Altro che mela avvelenata!
Nel ricordo e nell’insegnamento delle più belle fiabe dei fratelli Grimm, la storia si snoda tra colpi di scena e gag della ricca tradizione del teatro di burattini. Una storia con i vestiti della tradizione, ma il ritmo e le complessità della vita di oggi, in cui perfino i briganti hanno aggiornato le loro richieste di riscatto aggiungendo, al “solito” malloppo in oro, anche dei particolari beni di consumo.
Lo spettacolo si avvale di burattini e oggetti scenici originali realizzati da un maestro dell’arte scultorea e di effetti sonori che ironizzano sulle tecnologie d’uso quotidiano.

durata: 50′